CENTRO DI ASCOLTO
del Decanato di Cantù e Mariano Comense

PROGETTO OPERATIVO 2014 -2016

Il Centro di Ascolto nella propria azione fa riferimento alla Parola di Dio, al Magistero della Chiesa, alla propria storia, al contesto sociale e culturale  della  comunità locale.

LA CARITA’ COME MODALITA’ DI COMUNICARE LA “LIETA NOTIZIA”.

“Nella Parola di Dio appare costantemente questo dinamismo di “uscita” che Dio vuole provocare nei credenti …….Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno del vangelo”(Evangelii Gaudium par.20). “ …anche il servizio della carità è una  dimensione costitutiva della missione della Chiesa ed è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza. Come la Chiesa e missionaria per natura, così sgorga   inevitabilmente da tale natura la carità  effettiva per il prossimo, la compassione che comprende, assiste e promuove” (Evangelii Gaudium  parg179).
“Dalla nostra fede in Cristo fattosi povero , e sempre vicino ai poveri e agli esclusi, deriva la preoccupazione per lo sviluppo integrale dei più abbandonati della società” ( Evangelii Gaudium par. 186)
Il 47° Sinodo diocesano ci richiama alcune caratteristiche della carità:
-    è dono di Dio;
-    è lieta notizia;
-    è strumento di evangelizzazione.
“Una forma  della carità che assume particolare rilievo è la cura per il povero, cioè colui che si trova in situazione di bisogno.
La carità verso il povero deve portare il cristiano a compiere opere in aiuto del povero: accogliendolo  come persona e inserendolo in una comunione di vita e di affetto
La carità verso il povero è un’attività dei singoli fedeli ed insieme un ministero della comunità in quanto tale” (dal sinodo cap. 4)

Il CENTRO DI ASCOLTO

“L'attenzione della Chiesa all’uomo nel bisogno deve realizzarsi anzitutto a livello della parrocchia quale figura di comunità cristiana più facilmente accessibile a ogni persona. Strumento prezioso per la cura del povero è il centro di ascolto. In esso la comunità cristiana attraverso l’opera di alcuni fedeli, rende quotidianamente visibile l’attenzione e la sollecitudine per i poveri. Ogni parrocchia e nel caso questo sia impossibile, ogni decanato, abbia il suo centro di ascolto per accogliere e ascoltare le persone in difficoltà e orientarle verso strutture ecclesiali e civili competenti ad offrire il servizio richiesto”(dal Sinodo ).

Anche nel nostro territorio si riscontrano significative situazioni di emarginazione e di esclusione sociale che colpiscono ormai tutte le fasce d’età. Emarginazione che si esprime in diverse modalità: dalla ridotta natalità, dal disadattamento dei bambini, al loro maltrattamento, dal disagio giovanile, fino alle tossicodipendenze, dai carcerati, ai disoccupati, ai poveri, agli anziani, agli stranieri, ai migranti che sempre più numerosi fuggono le guerre e la fame. A fronte di un quadro che diventa sempre più problematico e che richiede efficaci interventi, molti gruppi si impegnano nella creazione di iniziative di carità non sempre adeguate alla complessità delle domande di aiuto.

Il Centro di Ascolto vuol dare una risposta forte, professionale ispirata ai principi della carità, realizzando un proprio servizio che ha come professionisti numerosi volontari

Il Centro di Ascolto, nato nel 1988, sulla spinta del Convegno “Farsi prossimo” (1986), secondo le indicazioni del Cardinal Martini
•    E’ uno strumento, voluto dalla Caritas decanale, offerto alle comunità pastorali per accogliere e approfondire i tanti bisogni che esistono nel nostro territorio
•    E’ uno dei luoghi attraverso cui la comunità cristiana accoglie e ascolta chi vive una situazione difficile, faticosa
.
Il Centro di Ascolto si pone in quest’ottica e manifesta così le due premesse fondamentali su cui si fonda:
•    Il bisogno: bisogno reale, esistente, che va identificato, riconosciuto come tale, accolto, capito, condiviso.
•    L’intervento: un intervento coordinato perché frutto non solo di buona volontà ma anche di un approccio qualificato.

Identità
Il Centro di Ascolto (C.d.A.)
•    vuole essere strumento di attenzione evangelica ai poveri (“portare i poveri al centro”)
•    vuole essere uno spazio concreto di ascolto, di incontro con le persone in difficoltà.
•    vuole essere filtro tra persona, volontari ed istituzioni
•    opera a favore delle persone in situazione di vulnerabilità e marginalità
•    sollecita adeguate risposte da parte della comunità cristiana per favorire una maggior coesione sociale
•    coinvolge tutte le risorse esistenti e potenziali (civili, associazioni di volontariato, no profit ecc.)
•    vuole contribuire, nel nostro territorio a costruire relazioni di fraternità tra le persone e promuovere il valore della pace
•    si avvale della presenza di una figura professionale nella persona dell’Assistente sociale

Il CdA è costituito in Associazione con atto notarile, iscritto al registro del Volontariato della Regione Lombardia ed è socio fondatore dell’Associazione del Volontariato Comasco, Centro Servizi per il Volontariato. L’ambito, nel quale il CdA si muove, è il territorio decanale che è composto da Comunità pastorali e Parrocchie comprese in 13 Comuni.
Nel progettare il Centro d’Ascolto, allo scopo di assicurare alle persone bisognose un intervento qualificato, si è deciso di affidarne la gestione e il coordinamento ad una figura professionale: l’assistente sociale. Questa figura è dotata della professionalità e delle competenze necessarie per creare una rete significativa con le istituzioni pubbliche del territorio, con le altre realtà associative, con le 25 parrocchie del Decanato, con la Diocesi e la Caritas Ambrosiana.

Gli obbiettivi che il Centro di ascolto si propone di realizzare e mantenere vivi nell’ambito della comunità cristiana  e civile sono:
1.    Promuovere, in collaborazione con  la Caritas, la cultura della carità cristiana :
       - nei confronti delle persone in difficoltà, per dare loro “voce”, renderle protagoniste e soggetti    attivi della loro liberazione dal bisogno, stimolandole a mobilitare tutte le loro potenzialità;
       -  nei confronti dei volontari, attivando ed indirizzando singoli e gruppi a dare risposte ai diversi bisogni del territorio e aiutandoli a mettere a disposizione energie e tempo nel modo più tempestivo e adeguato.
2.    Stimolare la comunità cristiana e civile  a far nascere risposte concrete ed adeguate ai bisogni promuovendo una cultura della solidarietà al fine di una maggior conoscenza  dei problemi,   primo passo nell’esercizio della giustizia, della solidarietà e della carità.    
3.    Continuare la costruzione di risposte ai problemi della pace e del servizio ai più poveri, individuando nuovi spazi di partecipazione  dei giovani, in sostituzione della pluriennale esperienza degli obbiettori conclusa nel 2006. ( servizio civile, stage di alternanza scuola-lavoro, tirocinio di studenti universitari in collaborazione con la facoltà di Sociologia delle scienze sociali)
            
Strutture e funzioni
Sedi
Il CdA ha due sedi operative dove si accolgono e ascoltano le persone :
-    Mariano Comense: Via S. Stefano, 46 – Tel. 031-3551122
-    Cantù: Via Matteotti, 22 – Tel. 031-716865
Nel 2006 è stata inaugurata la “Casa Noemi” destinata all’accoglienza di situazioni di emergenza casa. La casa è ubicata ad Arosio via Oberdan ,17

Sito: www.caritascantu.it
Indirizzo mail: centrodiascolto@caritascantu.it

Finanziamenti
Il finanziamento del CdA avviene attraverso le seguenti modalità:
-    contributi parrocchiali annuali proporzionati al numero degli abitanti
-    quote associative
-    contributi provenienti da  bandi regionali, comunali e anche da parte di Fondazioni territoriali
-    erogazioni da parte di Istituti bancari
-    iniziative di solidarietà (donazioni, lasciti…).
 

LE FUNZIONI E I SERVIZI DEL CENTRO Di ASCOLTO: il primo servizio che si deve al prossimo e quello di ascoltarlo (Bonhoeffer)

Il Centro di Ascolto prima ancora che uno spazio fisico è uno spazio interiore e ospitale fatto di presenza, d’accoglienza, di ascolto, di incoraggiamento , di fiducia di sostegno, di uno sguardo buono, delle mille forme in cui possiamo ospitare l’altro a partire da un atteggiamento spirituale, da una comune somiglianza, dalla comune povertà, perché tutti siamo soggetti a rischio.

Questo spazio si caratterizza per:
L’Accoglienza  e  l’Ascolto: consiste nel colloquio che pone la massima attenzione nel mettere a proprio agio la persona che si rivolge al Centro, al fine  di comprendere la sua  situazione personale ed il contesto nel quale vive.
L’Orientamento: è il momento successivo all’ascolto, in cui conoscendo le risorse e le possibilità di risposte positive ed adeguate alla reale esigenza della persona, la si indirizza  alla  struttura ed al Servizio più idoneo per la soluzione del bisogno.
La Presa in carico: significa coinvolgere la comunità attorno a questi bisogni, stimolandola a  studiare, formulare e sperimentare risposte nuove che partano proprio dalle concretezza del bisogno.

GLI OPERATORI DEL CENTRO DI ASCOLTO: “stimate gli altri migliori di  voi”

Gli operatori che abitano e fanno vivere il Centro di Ascolto sono l’Assistente Sociale, i volontari, il componenti del Consiglio Direttivo  e altre figure professionali con competenze specifiche . Il loro lavoro e la loro collaborazione si basa sulla stima e fiducia reciproca, sulla chiarezza e il rispetto del proprio compito e del proprio mandato, sulla condivisione degli obbiettivi.

L’ Assistente Sociale chiamata a muoversi in una realtà ampia e complessa di attenzione e di relazioni,  svolge i seguenti compiti :
-    orientare e organizzare il compito degli operatori e volontari;
-    organizzare e gestire i servizi e le relazioni con gli utenti, secondo criteri professionali propri delle scienze sociali.
-    sostenere nelle loro problematiche i vari servizi Caritas nell’ambito del Decanato Inoltre,  insieme con il Consiglio Direttivo,  promuove le collaborazioni con gli Enti e le Istituzioni pubbliche e  le altre associazioni  del territorio.

I consiglieri membri del Consiglio direttivo contribuiscono ad organizzare la struttura e l’attività del Centro di ascolto :
-    studiando il territorio, considerandolo una risorsa ed un luogo di animazione.
-    riflettendo non solo per conoscere i luoghi dell’impegno ma assumendo la promozione di una condivisa attività di programmazione.
Essi, insieme all’assistente sociale e ai volontari si impegnano a rispondere ai bisogni del territorio:
-    adeguando  il servizio  alle crescenti domande di aiuto;
-    favorendo l’attività di rete tra le associazioni nella ricerca di sinergie, di scambio e confronto dei rispettivi progetti;
-    considerando interlocutori abituali gli enti territoriali che presidiano la realizzazione del welfare in una prospettiva di promozione comunitaria;
-    diventando punto di riferimento, insieme con le realtà in cui si articolano le comunità pastorali, per la riscoperta dell’ispirazione  che la Caritas sostiene e progetta nella comunità.  
 
LO STILE DEL CENTRO DI ASCOLTO: “Noi cambiamo insieme ai cambiamenti”

Il contesto sociale in cui opera il Centro di Ascolto è cambiato così come sono cambiate le domande di aiuto e le risposte che ad esse vengono date. Per rispondere adeguatamente ai bisogni delle persone  occorre condividere uno stile lavoro progettuale nell’impostazione delle attività e nel rapporto  con le persone ascoltate i cui elementi qualificanti sono: la formazione, la valutazione, il lavoro di gruppo e di rete.

a)    la formazione è un presupposto essenziale per un efficace lavoro di gruppo, per maturare obbiettivi comuni;
b)    il momento della valutazione e del discernimento, della verifica e della rielaborazione comune qualifica l’attività del Centro di ascolto e consente di esprimere la dimensione comunitaria del proprio servizio;
c)    il lavoro di gruppo consente di condividere le responsabilità, di mettere in comune le conoscenze e le capacità di ciascuno;
d)    il Centro di ascolto raggiunge i propri obbiettivi nella misura in cui fa sua la logica del lavoro di rete, sia nei confronti delle persone che ad esso si presentano, che  delle altre realtà  del territorio. Lavorare in rete significa dedicare tempo alla conoscenza delle persone che si ascoltano e del territorio in cui si opera, in termini di bisogni  ma anche di risorse che vanno riscoperte ed attivate.

FORMAZIONE E INFORMAZIONE: essere “antenna” della comunità

Mettersi in ascolto di una persona è un’esperienza complessa che richiede un impegno costante per verificare le proprie motivazioni. In questo senso l’attenzione alla formazione è un elemento centrale nell’attività del Centro di ascolto. La formazione è un presupposto essenziale per un efficace lavoro di gruppo.

Inoltre per favorire maggior consapevolezza, nella comunità e negli operatori , dei problemi affrontati è opportuno sviluppare una informazione, che parta dalle situazioni delle persone incontrate e si allarghi all’analisi  sociale degli stessi problemi. E’ importante  che il Centro di Ascolto restituisca periodicamente alla comunità cristiana e alla società civile i dati e le riflessioni  che emergono dai propri servizi/impegno.

La formazione e un’informazione approfondita dei problemi faciliteranno la    discussione e l’assunzione di decisioni condivise. Per questo è indispensabile una formazione, spirituale e sociale, e un’informazione  permanente sostenuta e studiata dal Consiglio Direttivo con l’operatore responsabile attraverso iniziative particolari (corsi, seminari) e momenti periodici di verifica, di confronto, di riflessione.  Verranno anche utilizzate iniziative  proposte dalla Caritas Ambrosiana come convegni, seminari, giornate di studio organizzate a livello territoriale ed extraterritoriale.

COLLABORARE NELLA CARITA’: i soggetti della rete di aiuto; essere “ponte” con le risorse locali

La carità non ha solo una dimensione personale ma anche sociale. Nella società complessa, la carità deve congiungere l’impegno personale diretto e immediato con un intervento più vasto e articolato nelle strutture stesse della vita associata (Farsi prossimo). La risposta ai bisogni delle persone in difficoltà richiede il coinvolgimento personale, la collaborazione tra le comunità pastorali, le associazioni del territorio e le istituzioni pubbliche locali.

A livello della comunità ecclesiale  il Centro di ascolto collabora con la Caritas Ambrosiana, la Caritas decanale  le Comunità pastorali,  per promuovere percorsi spirituali sulla dimensione evangelica della carità; per conoscere e comprendere sempre più approfonditamente le dinamiche alla base delle nuove povertà sociali; per promuovere una formazione efficace degli operatori; per realizzare interventi concreti  e progetti a favore delle persone in difficoltà.

A livello della comunità civile il Centro di ascolto collabora con le  Istituzioni e gli Enti pubblici locali, per promuovere servizi sociali e interventi economici per far fronte ai problemi sociali ed economici  emergenti, nel rispetto dei reciproci ruoli e delle specifiche competenze e proponendo una  risposta “caratteristica” e complementare ai servizi pubblici.  Partecipa ai tavoli di organizzazione per la realizzazione del welfare contribuendo attivamente alla progettazione territoriale.

Nell’ambito della società civile  il Centro di ascolto riconosce che le  Associazioni e gruppi di volontariato che operano a favore delle persone in difficoltà  sono una risorsa per tutto il territorio, in quanto offrono risposte concrete ai bisogni esistenti. Il CdA collabora con tutte le associazioni e i gruppi di volontariato nel promuovere interventi di sensibilizzazione sui temi della pace, della solidarietà, della coesione sociale e delle nuove povertà  e nel realizzare specifici progetti. Di conseguenza sarà favorita e sostenuta la collaborazione, il dialogo aperto, il confronto costante

VERIFICA DEL PROGETTO

Il progetto operativo triennale viene attuato definendo annualmente gli obbiettivi e i progetti operativi .  Il progetto operativo viene verificato periodicamente dal Consiglio Direttivo e comunque almeno ogni tre anni, per garantirne l’indirizzo propositivo e operativo adeguandolo alle nuove frontiere di impegno. Nella verifica si terrà conto del progetto iniziale, del cammino percorso, delle realtà di emarginazione presenti sul territorio e delle risorse disponibili.
Sembra infine indispensabile la costruzione di strumenti di verifica che devono essere utilizzati in itinere dagli operatori che saranno adeguatamente preparati alle rilevazioni  dei processi valutati.